Storia di Pomezia

Pomezia da borgo agrigolo a centro industriale

Il nome Pomezia riprende solamente il nome dell'antica cittadina Suessa Pomezia, citata in numerosi scritti romani, ma la cui posizione precisa non è mai stata identificata.

La città è infatti molto recente, viene costruita negli anni Trenta in seguito alla bonifica dell'Agro pontino, pianura paludosa che si estendeva dal Mar Tirreno ai Colli Albani.

Il 24 dicembre 1928 infatti, il governo fascista di Mussolini emana la legge nr 3124 per la bonifica integrale, chiamata anche 'legge mussolini'.

I lavori furono affidati all' Organizzazione Nazionale Combattenti (ONC); una volta attuata la bonifica, vennero emessi dei bandi di concorso per la costruzione di varie città sul territorio.

Il 1 ottobre 1937 l'ONC emise  il bando per la costruzione di Pomezia, che inizialmente doveva chiamarsi Ausonia: il concorso fu vinto dagli architetti Petrucci, Tufaroli, Paolini e Silenzi.

Il 25 aprile 1938 Mussolini vi pose la prima pietra e Pomezia fu inaugurata il 29 ottobre 1939.

I primi abitanti erano famiglie povere dal Veneto ,Friuli, Emilia Romagna; a ciascuna venne assegnato uno dei piccoli poderi appena costruiti.

Il progetto iniziale era infatti quello di un borgo agricolo, ma a partire dal dopoguerra la città ha visto un notevole sviluppo industriale, incentivato dal contributo della Cassa per il Mezzogiorno - ente pubblico istituito nel '50 da De Gasperi per finanziare le nuove imprese del meridione.

La zona costiera, inizialmente quasi sconosciuta, divenne famosa a seguito di un triste fatto di cronaca, nel 1953: il corpo di una donna, Wilma Montesi, fu trovato senza vita sulla spiaggia di Torvajanica: scoppia il 'caso Montesi'.

Ciò attirò molte persone su quel luogo, in particolare la borghesia romana che ne fece la sua meta preferita per le vacanze estive.

A partire dagli anni '80 le industrie sul territorio si sono ridimensionate, lasciando però spazio al settore terziario del commercio, permettendo così  a Pomezia di confermare la sua importanza economica sul territorio Laziale.

Oltre a ciò, ha preso sempre più piede il fenomeno del pendolarismo: chi lavora a Roma e non può permettersi un immobile nella capitale, si è spostato a vivere a Pomezia che è così diventata una 'città satellite' di Roma.